Il mio mondo

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Amore e Conflitti

Amore_Conflitti

Questo racconto che s’ispira, in parte, alla vita di Alberto Moravia ed Elsa Morante, i quali si confrontarono e si contrapposero spesso caratterialmente e letterariamente.

Alberto fu veramente perseguitato perché suo padre aveva origini ebraiche. Dopo l'8 settembre 1943 scoprì di essere ricercato e allora fuggì da Roma con Elsa per rifugiarsi nel casolare di Davide Marrocco a Sant'Agata di Fondi, sulle montagne. L'avanzata dell'esercito alleato li liberò.

 

Il nostro fu amore a prima vista.

Di Giuseppe mi colpì il suo modo semplice di vivere la notorietà, fatto di leggerezza e di placida consapevolezza di essere ormai uno scrittore consacrato al rango dei più grandi. Lui si faceva cullare dalla gente, si lasciava portare passivamente in una specie di trionfo senza protestare, rilasciava autografi e si metteva in posa per i fotografi. Io ero molto più giovane di lui ed ero una scrittrice alle prime insignificanti pubblicazioni.

Sapevo di essere brava, soprattutto ero consapevole della mia arguzia e del mio stile vivace, diretto e graffiante. Giuseppe era riflessivo e tanto diverso da me, al punto che me ne innamorai proprio perché era così diverso. Gli feci subito una corte serrata con la quale credevo d’infilzare facilmente il cuore di quel pachiderma intellettuale; lui invece sembrava non accorgersi delle mie trafitture, delle mie circuizioni elaborate fatte di sfoggi di cultura e guizzi di seducente femminilità.

 

 

 

Era distante lui, e così in alto e beato nell’Olimpo dei poeti che le mie seduzioni intellettuali non lo raggiungevano nemmeno. Aumentai il mio impegno, cercai di fare breccia con la mia giovanile irruenza, con i miei sorrisi, anche se non mi sono mai ritenuta una donna fatale.

Lo corteggiai lungamente cercando di scoprire quali fossero i suoi gusti e quale fosse il tipo di donna dei suoi sogni. Con infaticabile abnegazione, seppure fiaccata dai numerosi insuccessi, lo accompagnavo alle inaugurazioni e alle feste; andavamo insieme nei ristoranti famosi dove lui era accolto col riguardo riservato alle personalità più note; io gli scodinzolavo dietro con la deferenza della giovane donna che risplendeva nel cono di luce che lui emanava. In realtà ero innamorata e desideravo che lui lo capisse dalla luce che emanava dai miei occhi e dalla distanza davvero breve che tenevo da lui. Invece Giuseppe sembrava protetto da una corazza; io guardavo quell’uomo alto e magro che mi sedeva accanto, col viso dai tratti marcati e asciutti che trasmettevano sicurezza e consapevolezza di sé. Io lo guardavo ma lui non era con me, era come un bene pubblico, chiunque lo usava chiedendo foto e autografi, e qualcuno ne abusava persino. Io ero costretta a condividerlo con gli altri e imparai presto a pensare a lui non come a un uomo ma a una specie di nuvola di profumo, una fragranza che raggiungeva tutti e gratificava chi gli stava vicino.

Quell’uomo mi era diventato insopportabile e forse io a lui, così ci sposammo col segreto scopo di cambiarci l’un l’altro.

 

Formato 10 x 14

Pagine 32

Fine del brano di valutazione

 

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