Il mio mondo

50 anni di studio e passione

La Lana Vecchia e la Lana Nuova

La_Lana_Vecchia

Com’è nata questa storia

Era il 2005 quando rallentò inspiegabilmente l’uscita in libreria dei gialli di Camilleri.

“Il grande Vecchio si è un po’ fiaccato”, commentai scherzando, poi mi resi conto che non avrei potuto regalare alla mia signora un nuovo libro per il suo compleanno.

Tutti noi abbiamo avuto problemi e le reazioni sono state diverse nei modi e nei tempi. In un primo momento mi sono persino rallegrato per il tempo libero che mi avrebbe permesso di dedicarmi ai miei Hobby: l’informatica, l’elettronica, la piccola falegnameria, la scrittura; ma presto ho scoperto di non provare interesse per nessuno di essi.

 

“Tragedia!”, pensai. Decisi allora di scrivere io stesso una storia, non per sfida ma per amore. E così segretamente feci, ma Camilleri intuì qualcosa e si vendicò pubblicando una raffica di nuovi libri.

Per renderlo partecipe della simpatica vicenda gli inviai il mio libro e Lui mi rispose invitandomi a “scrivere ancora”.

Quelle poche parole ebbero su di me un effetto prodigioso perché iniziò quel giorno la mia avventura letteraria e la passione ancor non m’abbandona.

 

 

 

 

 

Capitolo 1 – Calogero riapre la trattoria

 Quando la mente si perde nei suoi pinseri capita che le gambe si appattino con la vista e con l’udito per portarci in giro senza farci vedere, sentire e capire dove stiamo andando. Questo capitava a Montalbano nel mezzojorno tardo, quando uscito dal commissariato con un certo pititto aveva cominciato a girare per Vigata rincorrendo chissà quali pinseri finché l’olfatto, l’unico senso rimasto a lui fedele, lo riportò alla realtà, forse per caso, forse per il deciso sciauro di pisce frisco che aviva sintuto; insomma senza sapiri como e pirchì tuttanzemmula si trovò proprio davanti alla trattoria di Calogero.

«Che minchia!», esclamò Montalbano quando vide che la trattoria era aperta; sapiva bene che Calogero, il proprietario, aveva chiuso l’attività per goderisi il meritato riposo.

«Ma non avevi chiuso bottega?», disse Montalbano varcando la soglia del locale.

Calogero, con la parannanza addosso, stava portando al tavolo una zuppa di pisce che solo a vidirla a Montalbano quasi gli mancò il respiro.

«Commissario!», fece Calogero quasi mandando in terra la zuppa per la sorprisa e l’emozione.

«Calogero!», gli fece eco Montalbano allargando le vrazza non si sa se per abbrazzarlo o per pigghiari la zuppa di pisce che pericolosamente oscillò.

 

Formato 10 x 14

Pagine 145

Fine del brano di valutazione

 

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