Se ho iniziato a scrivere è per colpa (o merito) di Andrea Camilleri, il famoso scrittore padre di Montalbano e autore di moltissime sceneggiature.
Andò così...
Per il 50° compleanno della mia amata avevo intenzione di scriverle
qualcosa di più 'pesante' della solita poesia. Avevamo entrambi letto
tutti i libri di Andrea Camilleri ed eravamo in trepida attesa di un
nuovo romanzo, che però tardava a uscire.
Pensai:
"Vuoi vedere che al Maestro mancano le idee?"
Fu così che decisi di scrivere io una storia col Commissario Moltalbano come protagonista. Lo feci, la regalai alla mia signora il giorno del suo compleanno e quello fu il mio primo libro.
Lo mandai anche al grande Maestro il quale mi invitò a scrivere ancora. Da allora ho scritto 16 libri e posso dire che mai un invito è stato preso tanto sul serio.
In uno di questi libri (si tratta di: "Un'incontenibile voglia di ridere") gioco col Maestro su questa vicenda a 10 anni di distanza, e ne ricevo ottimi insegnamenti.
Un giorno mi accorsi che una parete della mia
casa era cedevole. La spinsi forte e la buttai giù, al di la c'era
un'altra casa molto più grande e bella.
Fu così che nella mia mente scientifica si aprirono gli eleganti saloni
della Poesia e della Letteratura.